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Piccola donna



Siediti, non muoverti, mettiti composta, pensa agli altri prima di pronunciare qualsiasi parola. Ti hanno forse negato la possibilità di poter sbagliare?


Poi è arrivato il tempo in cui ti hanno detto come vestirti, comportarti, sistemarti i capelli. Truccata non andavi mai bene e senza trucco non eri presentabile. E se decidevi per te qualcuno criticava il tuo modo di essere, con un dito puntato per giudicare, e quando non accadeva eri tu stessa, a giudicarti da sola.


E questa storia potrebbe non fare parte solo del passato, ma continuare, ancora e ancora, come all’interno di un ciclo continuo. Sei entrata in una gabbia e fatichi ad uscirne.


Hai perso quell’animo selvaggio, l’hai lasciato dietro di te come se fosse qualcosa di sbagliato. Hai sotterrato te stessa, hai messo in lutto il tuo potere personale, hai rinnegato la tua natura, messo a chiave i tuoi sogni, chiuso bene dentro una scatola il tuo entusiasmo e la tua autostima, per non soffrire più, per non provare più niente.


Quale conseguenza? L’esserti persa, aver rincorso una chimera, aver dimenticato la tua essenza, come un fiore che ha paura di sbocciare. Hai pensato che esistesse un fiore così, che fosse reale, ma nessun fiore ha paura di essere, nessun fiore ha paura di rivelare la sua identità, e se mai ne esistesse qualcuno non importa. Un fiore è coraggioso per quanto fragili siano i suoi petali.


E le sicurezze? Forse spezzate? Idealizzate? Riposte in qualcun altro?

Qualcosa è successo, qualcosa è diventato un filo spinato a dividere te e il mondo reale che chiede a gran voce, urlandotelo in tutti i modi, di svelare ciò che sei indipendentemente da qualsiasi voce esterna, qualsiasi risultato ottenuto, aldilà dei sogni degli altri.


Tu sei e sarai comunque qualcosa di misterioso, speciale, importante, e tu lo sai perché.

Lo sai che se metti le mani nell’argilla a modellare il tuo pensiero esce fuori qualcosa di autentico. Lo sai che mentre unisci i puntini delle cose che non hai fatto, il tempo passa e scorre, e neghi a te stessa di potercela fare. Lo sai che se prendi un diario puoi scrivere tutto, persino le cose più segrete. Lo sai che puoi ballare al ritmo del tuo cuore, che puoi muovere le tue curve, che siano spigolose o morbide, a qualsiasi musica tu voglia. Lo sai che il vento saprà indicarti la via e che un albero creerà l’ombra giusta per poterti riposare: non affannarti più a ricercare qualcosa che non sei.


Sai mille cose e te ne sei dimenticata. Sai che puoi ballare intorno al fuoco e che sei tu stessa, quel fuoco. E i tuoi piedi nudi a contatto con la terra trovano radicamento, a contatto con l’acqua potrai tornare bambina.

Quante luci hai lasciato spegnere, quante orme hai evitato di lasciare su un ipotetico sentiero, quello che volevi intraprendere.


Donna dai mille volti e dalle mille magie, lascia indietro tutto, spazza via ogni insulto e boccone tirato giù, lascia andare ogni cosa.

E percorri il tuo sentiero. Mille donne incontrerai, mille bambine ritrovarei, mille anziane racconta-storie. Perché nulla è perduto se vive ancora dentro di te…


Donna, sei una luna di troppo e un sole in meno, fatta di polvere di stelle.

Puoi brillare alla velocità della luce.

 
 
 

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