
Yule
Per gli antichi popoli ciò che chiamiamo Yule (con il probabile significato di ruota il lingua scandinava/norrena Hjól) veniva anche chiamato Alban Arthuan, Luce d’Inverno, o luce di Artù oppure ancora Luce del firmamento riferendosi all’Orsa Maggiore. In epoca romana conosciuto come Sol Invictus.
Questo fenomeno è più semplicemente il Solstizio d'Inverno, momento in cui il Sole si troverà alla sua massima distanza sotto l'equatore. Per l'emisfero boreale questo vuol dire che si avrà il massimo giorno di buio.
E' un fenomeno che si verifica ogni anno e che sancisce, di fatto, l'inizio dell'Inverno.
Yule non è solo un giorno ma un vero e proprio cambiamento di energie.
Tutto intorno a noi si muove e si trasforma. E' un momento particolare in quanto il buio vince sulla luce e nello stesso momento ne segna anche il suo inizio. Druidi e antichi saggi erano abili osservatori e conoscitori delle stelle, dei movimenti ciclici di Madre Terra come del cielo. Nonostante questa sia una festività legata al sole e non alla Luna, e non sia prettamente una festività di origine celtica, i celti l'hanno ereditata dalle influenze di altri popoli del nord, inserita come loro celebrazione così come gli altri 3 Alban (i due equinozi e solstizio d'estate).
L'Inverno ci consegna la luce meravigliosa che sa risaltare la neve, ci consegna la voglia di rendere luminosa la nostra casa, ci dona l’apertura e l’accoglienza giusta per riunirsi con i propri cari nonostante il buio che proprio a Yule sarà maggiore. Ci dona doni, ci induce a farli in segno di amore.
Quanta verità c’è in luce e buio in egual modo, quanta bellezza c’è nei colori invernali che risvegliano la nostra giocosità, allegria, alleggeriscono il peso e trasformano le energie autunnali, quanta verità c’è nel piccolo seme che è nuova vita anche se non ancora manifestata, così come il bimbo che vive nel ventre di sua madre e che presto si ritroverà in una dimensione di luce.
Questo cambio di energie ci viene mostrato dalla Natura. Lo vediamo quando nonostante le foglie cadano dagli alberi, in autunno, gran parte della natura muore, i piccoli semi che si trovano sotto il terreno si stanno preparando alla vita, e i germogli bucheranno ben presto il gelido terreno. E' un processo sicuramente lungo che inizialmente non si vedrà, ma sotto il terreno e sotto il tangibile, una nuova vita nasce ed il processo di creazione va avanti, volente o nolente, visibile o meno. Prima o poi la nascita si manifesterà in tutto il suo splendore divino.
Questo aspetto ci viene spiegato anche con il mito del Re Quercia e il Re Agrifoglio.
Le energie ed il rapporto tra Luce e Buio ci viene raccontato attraverso queste due figure.
Il primo, vecchio dio sole, viene sconfitto dal Re Quercia, il giovane dio sole, e questo mito veniva non solo raccontato ma anche celebrato attraverso grandi falò, festeggiando tutti insieme la nascita del dio sole, il bambino che quindi nasce in realtà da sé stesso, da un'altra parte di sé, portando la sua essenza di luce al mondo intero
(vi ricorda qualcosa questo particolare)?

Tradizioni
Sono tante le tradizioni e i "modi" di celebrare Yule, molto dipende dal luogo in cui si abita. Sicuramente ci sono molte cose in comune ma anche molte differenze. Perché ogni famiglia, ogni luogo, ogni clan, ha portato avanti una tradizione personale che sicuramente si è trasformata e anche rinnovata nel tempo.
L'ALBERO DI YULE
Rappresenta il cambiamento, il saper stare e aspettare. L’albero non ci dona solo radicamento e sostentamento, nutrimento e protezione, e’ l’emblema del cambio delle energie. Lo possiamo veder cambiare e rimanere lì.
E’ l’Abete, albero cosmico e sacro, comunicatore tra cielo e terra, simboleggiante la resilienza, l'immortalità, la vita che continua. Un tempo si tagliava un ramo, lo si portava nella dimora e lo si addobbava con ghirlande. Addobbare l’albero ci riporta alla leggerezza, alla gioia, alla condivisione, come i doni che ci scambiamo con amore e affetto.
IL RAMO DI YULE
Che sia di quercia, di abete, di agrifoglio, di vischio, il ramo di Yule ci è donato dalla natura. Più che cercarlo lui arriva come uno spirito guida. Lo possiamo addobbare con nastri, palline, colori, può portare i nostri desideri e custodirli. Possiamo per esempio preparare dei bigliettini con i nostri intenti e lasciarli appesi al ramo, al termine delle 12 notti sacre possiamo bruciarli. Creiamo un rituale, in questo modo avrà parte della nostra energia. Il ramo di Yule è di buon auspicio, può rappresentare l’abbondanza che arriverà, anche se tutto riposa ben presto la primavera esploderà di energia e i semi germoglieranno, i nostri intenti sono proprio dei piccoli semi che vanno innaffiati, curati, lasciati liberi di respirare e prendere forma, amorevolmente portati alla manifestazione.
IL CEPPO
Con il ceppo lasciamo andare il passato (bruciando il tizzone dell’anno trascorso) e bruciamo parte del nuovo ceppo (tenendo sempre l’ultimo tizzone per il successivo Yule). Questa azione ci ricorda che ogni cosa si trasforma e che siamo presenti e attenti in questo passaggio. Un tempo le famiglie si riunivano intorno al camino per fare insieme questo rito. Il ceppo vecchio viene lasciato andare, a quello nuovo si affidavano intenti e sogni. I bigliettini possono essere creati anche qui e lasciati bruciare insieme al ceppo, inserendo magari qualche erba significativa e simbolica. Con il legno vecchio i bigliettini si riferiscono a situazioni del passato, con il nuovo alle nostre speranze.
Il fuoco doveva continuare ad ardere per giorni senza mai spegnersi.
Nelle case si preparava anche il dolce di Yule in onore al ceppo.

12 notti sacre
Nel calendario di Coligny intorno a questa festività si usa il termine Deuoriuos Riuri, 12 giorni di “celebrazione sacra nel mese del gelo”. 12 Giorni di festività in cui Giamos dopo aver raggiunto il suo massimo, lascia spazio a Samos, la luce e il calore del Sole. Queste 12 notti, che per gli antichi iniziavano sempre al tramonto del giorno precedente, erano giorni fuori dal tempo, ovattati, magici, di passaggio proprio perché il Sole inizia a trasformare le energie intorno e dentro di noi ma ancora non le vediamo o comprendiamo in modo tangibile. Queste 12 notti possono essere un pronostico dei 12 mesi del nuovo anno. Possiamo giocare con queste giornate che scorrono, osservare cosa accade senza giudizio, con comprensione di noi stessi e degli eventi. Senza prenderci troppo sul serio e senza appesantire il tiro. E cosi, dal tramonto del 24 al tramonto del 25 dicembre, possiamo giocare a “vedere” gennaio 2022, dal 25 al tramonto del 26 giocare con febbraio 2022, e via di seguito. Fino ad arrivare all'ultimo giorno, il 5 gennaio, corrispondente al mese di dicembre, e il 6 gennaio corrispondente alla manifestazione ultima di questo periodo sacro. Osservando queste giornate possiamo divinare, riflettere, fare una bella introspezione, scrivere su un diario cosa è successo e come ci sentiamo. E chissà. che le energie dei mesi successivi si trovino in sincronismo con questo nostro sentire. Il tempo ci rivelerà molto di tutto ciò.

Curiosità
BABBO NATALE
La figura di babbo natale è legata a San Nicola che porta i doni ai bambini tra il 5 e il 6 dicembre, protettore dei marinai durante il periodo freddo e difficile dell’inverno. In realtà si può ricondurre questo personaggio a Odino che montava sul suo cavallo a 8 zampe e che guidava oltre ogni confine possibile.
Possiamo ricordare anche la figura di Krampus, strettamente legata a San Nicola, con lineamenti simili al Fauno pagano. Il Krampus e’ un demone che accompagnava San Nicola, lì dove quest’ultimo portava doni ai bimbi buoni, il demone portava via i bimbi dalle loro famiglie dentro una gabbia di legno.
VISCHIO
E' la pianta sacra dei druidi, simbolo di vita e continuità. Le bacche bianche ricordano lo sperma maschile e quindi la possibilità della vita dopo la morte e della rigenerazione.
Baciarsi sotto il vischio e’ un gesto antico propiziatorio e di buon auspicio per il futuro.

5 cose da fare
Voglio mostrarvi una lista di cose da fare. Sono cose semplici, introspettive e ci invitano a portare attenzione a noi stessi. Sono alla portata di tutti, qualsiasi sia il percorso, il credo.
DEDICA UNA LETTERA A TE STESSO
Prendi carta e penna, chiudi gli occhi e ritorna a molti o pochi anni fa, a quando eri piccolo e vivevi questo momento dell'anno. Ora riapri gli occhi e scrivi una lettera, di getto, dedicata al tuo bambino interiore. Non giudicare ciò che scrivi e lascia fluire le parole scritte.
IL RAMO DI YULE
Ho un ramo di frassino a casa, un ramo che con il tempo è diventato una bacchetta. Per Yule, quest'anno (2021), ho deciso di aggiungerci dei bigliettini. Puoi farlo anche tu. Prendi un ramo, se non lo hai già a casa sarà un bel modo per farti una bella passeggiata nella natura, anche breve. Il 21 sera accendi delle candele da solo o con i tuoi cari, scrivete ognuno un bigliettino con un intento o qualcosa di positivo e bello che volete portare nella vostra vita o nella vostra casa, magari qualcosa che da tempo sognate.
AUTO-REGALO
Fatti un regalo. Non è semplicissimo scegliere, forse ci troveremo pieni di idee, o ci accorgeremo di avere già così tanto da non sapere cosa, di materiale, vogliamo farci. Una sciarpa? Un libro? Un profumo? Prenditi il tempo per te stesso, hai pieno diritto di gioire di te stesso.
ALBERO E LUCI
Aggiungi un dettaglio fai da te nel tuo albero, con elementi naturali, liberando la tua creatività. Puoi aggiungere ogni anno qualcosa di nuovo, potrebbe diventare una tradizione personale. Riempi la casa di luce, di candele.
SCEGLI UNA PERSONA A CUI VUOI BENE
Dille ciò che provi. E' un modo per esprimere amore incondizionatamente, per aprirsi all'altro, per mostrarsi nudi e per donare calore. Sia un amico, un parente, un partner, un semplice conoscente, non importa. Sei un faro.