top of page

#Appunti di una libraia# strega, Novecento

Da buona strega libraia sono tornata.


Voglio proporvi qualche idea di lettura da fare sotto l'ombrellone.

Letture semplici, scorrevoli, che possiamo riuscire a portare a termine. Ma non per questo letture banali.

Quante volte capita di iniziare un libro, e ci piace pure, ma non abbiamo molto tempo, la concentrazione manca, siamo stanchi e ci appisoliamo subito. Rientri in questa categoria?

Se lavori tanto, studi parecchio, o magari sei anche una mamma e un papà...

O semplicemente è un periodo in cui non riesci a dedicarti del tempo come prima per camminare in una antica libreria, annusando l'odore buono della carta un pò di qua e un pò di là. Ti comprendo!


Il primo libro che vi mostro l'ho semplicemente ripescato dalla mia libreria.

In vacanza siamo più spensierati e se abbiamo mezz'ora di tempo, leggere ed entrare in nuovi mondi, non potrà che farci bene.

Chi vi propongo? Forse un classico italiano Alessandro Baricco. La sua scrittura è conosciuta, aristocratica, superlativa, dannatamente perfetta. Tuttavia i suoi libri più lunghi spesso li trovo "troppo". Mi è capitato di rimanere meravigliata più dai suoi monologhi, dai racconti, romanzi brevi.


Novecento, come anche Senza Sangue, Seta, mi hanno lasciato qualcosa dentro. Novecento e Seta li potrete sicuramente conoscere in versione cinematografica. Ma provate a leggerli cartacei... E ditemi se vi lasciano una emozione dentro. Non vedo l'ora di leggere i vostri commenti qui sul sito o su Instagram.


Torniamo a Novecento. Si tratta di un monologo teatrale. Novecento non è solo un titolo di un libro, ma è il personaggio. Un personaggio silenzioso che però fa un rumore immenso, un pianista che non ha mai lasciato la nave in cui si trova da quando un marinaio l'ha preso con sè, dopo essere stato abbandonato sul Virginian. Il marinaio l'ha cresciuto come un figlio proprio sul piroscafo.


Troviamo una voce narrante raccontarci ciò che vede e sente con le sue stesse orecchie. Un amico di Novecento, che ci accompagna con estrema delicatezza, nelle vicende del pianista, che riesce a toccare l'animo dell'amico scendendo chissà quanti strati sotto pelle.

Il pianista ha un dono: riesce a vivere le emozioni dei passeggeri mentre suona il pianoforte. La sua musica è quindi un'onda, un ponte che mette in comunicazione lui e gli altri.


Ma i due amici prima o poi si dovranno separare. E ce la farà Novecento a vivere sulla terraferma? Di sicuro il richiamo del mare è forte. Ecco perché ho scelto questo libricino da mostrarvi. Portatelo con voi in vacanza.


Però ora ho una domanda per voi, lettori. Conoscete il vostro dono?

 
 
 

Commenti


bottom of page