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#Appunti di una libraia# strega, L'ultima festa dei Sapiens


L'ultima festa dei Sapiens di Tommaso Faragò è un libro formato dai primi 2 racconti apparentemente slegati, la cui base di fondo è l'ecosistema della terra distrutto e ripopolato da nuove razze. I due personaggi, Bit e Sandor, si ritrovano nel terzo ed ultimo racconto "onirico". La casa editrice è la Dark Abyss Edizioni.


Da una scrittura che ho trovato strutturata, ricercata, con una certa padronanza della lingua e della metrica, non pensavo di poter leggere un'opera che ha veramente del mordente, che graffia dentro. Pensavo di potermi sentire annoiata, e invece! Io sono rimasta entusiasmata da questa lettura. E' una bella scoperta. Mi ha scavato dentro mettendomi anche non poco in discussione.


Una distruzione di massa ha portato i pochi uomini ancora vivi a dover sopravvivere senza più benessere. La terra è stata martoriata, violentata, ma ha la forza di rinnovarsi e ricostruirsi magnifica come sempre, spazzando via tutto ciò che ha contribuito a farla diventare così: come l'uomo. L'uomo dal canto suo pensa di possedere tutto quando in realtà non possiede nulla. Eppure la Terra è ancora così generosa da poter condividere la sua bellezza incondizionatamente.


L'umano ricorda la propria umanità e sensibilità nel momento in cui sa che sta morendo e sta perdendo tutto (famiglia, amante, materialità, amici, un semplice nido in cui sentirsi protetto), persino la sua vita. Tutto si sgretola sotto le sue mani, non rimangono che i ricordi, i sensi di colpa, i rimorsi per aver fatto o non fatto, per aver sprecato tempo e fatto scelte che lo hanno portato esattamente lì, a morire solo. Per rimanere in vita ritorna al suo stato primordiale, uccidendo per non essere ucciso. L'uomo vuole ancora amare quando capisce che come uno stupido è scappato dall'amore, vorrebbe la sua vita di prima quando comprende che non è mai voluto uscire dai propri condizionamenti e convinzioni e che fondamentalmente non l'ha mai apprezzata e nemmeno "vissuta".


Questa opera è come scoprire la luce nel buio, la rinascita dopo il gelido inverno. Porta il lettore a ricordare che nulla è scontato, nemmeno gli affetti certi. Ci ricorda che l'Inferno è qui, in questo preciso momento, e che un cielo ancestrale è più limpido e in ascolto se rimaniamo in contatto con la nostra anima e umanità.


Leggere questo libro mi ha fatto sentire la parte migliore di me pulsare dentro. Leggerlo può renderci migliori. I libri non sono solo oggetti, ma trasmettono emozioni e portano vita.


Alcune domande si fanno spazio in me.

Stiamo realmente vivendo o solo sopravvivendo?

E quanta cura abbiamo dell'ambiente, del nostro anche più piccolo giardino?


Strega libraia

 
 
 

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